• Manuela D.Q.

La polvere dell'universo suona solo per te


E se i nostri giorni potessero essere rielaborati al passaggio della luce.

Se bastasse una finestra ed un sole al tramonto per potere riguardare i propri giorni come immagini di un film, nitidi e mutevoli, ma anche trasparenti e labili.


Quando ero piccola - avrò iniziato verso gli otto anni- adoravo guardare il pulviscolo alzarsi ad una certa ora precisa del pomeriggio, mentre la luce del sole entrava quasi chiedendo il permesso dalla finestra della mia camera. Era come vedere le note dell'universo dispiegarsi ordinate davanti ai miei occhi. Vederle scorrere tra le righe di spartiti sconosciuti e poterle quasi sentire, oltre che vedere. Ascoltarle mentre suonano piano, ma continue.

Pochi giorni dopo il mio trentacinquesimo compleanno mi ritrovo qui, ad ascoltare di nuovo la polvere farsi musica.

Questi granelli minuscoli mi suggeriscono melodie primordiali.

E poi viaggiare con la memoria.


La memoria che mi riporta al passato più recente, e al passato più lontano con la stessa velocità. Mentre il mio corpo cambia con gli anni ed il mio volto diventa sempre più serio. Mentre le sfide che mi aspettano diventano sempre più complicate e la mia coscienza più dura e pretenziosa.

Cosa sono stata, lo so bene.

Mille persone diverse racchiuse nella stessa pelle, mille me che si amano e si odiano con la stessa violenza.

Mille storie, mille vite, mille volti, mille città diverse.

Sono stata davvero di tutto, ho fatto tanti lavori, forse troppi, e sinceramente ognuno di loro mi ha insegnato che si può essere creativi in qualsiasi cosa fai. Mi hanno insegnato che una cameriera può rivoluzionare un ristorante e una badante può far ritrovare la gioia della bellezza di sé anche a chi di bellezza non ne ha più. O almeno non più apparentemente.

Ogni volta che ho incrociato lo sguardo di qualcuno ho pensato e sperato che fosse proprio quella la persona che mi avrebbe cambiato la vita. E spesso ho sbagliato, ma che cosa fantastica è stata conoscere gente con questa vana speranza.

Senza pregiudizi, ma con attenzione e riguardo. Con speranza e sincera dedizione.

Dettagli.

Vorrei ritornare lì, nel momento preciso in cui avevo otto anni e mi resi conto che l'universo mi stava parlando. E guardare al futuro senza vederlo. Sognarlo.

Sentirlo.

I pulviscoli a volte si attaccano alla pelle, mentre fluttuano nella tua stanza e lì spariscono. Ritornano a far parte dell'universo, tu che sei fatto della stessa materia del cosmo.

E lì la musica della creazione ti entra dentro.


Io penso sempre a mia nonna, durante questi giorni, dove il mio avvento al mondo è annunciato. Penso al suo sorriso, alle estati passate con lei e penso alle ultime parole che mi ha detto. E sono un tormento ed una consolazione, quando la solitudine della tua creazione ti porta al confronto di ciò che hai fatto e di ciò che avresti potuto fare.


Il silenzio e la coscienza si fondono, e poi il vuoto attorno a quei granelli minuscoli che si affrettano a suonare le ultime luci del giorno.

La musica ti scorre dentro, come sangue. La tua forza, oggi, è il ricordo, è quello che hai raggiunto, è quello che hai attorno, chi hai attorno. Quello che sogni ancora.

Nonostante tutti.

Sogni.


Tutti i problemi si accumulano, oggi, e non ne trovi soluzione, se non continuare ad andare e sperare. Forse domani spariranno.

Sorridi, poi, al pensiero che in questo giorno, in cui tu sei nata, il mondo che ti conosce avrà un attimo per te. Un'importanza che non meriti, una gioia riservata forse solo agli dei.

Penserai ai problemi domani, farai i conti con la memoria e con i traguardi un'altra volta. Oggi è nata la parte di te più importante.

Te.


E oggi, come quando avevi otto anni, sei lì davanti a una finestra. I granelli dell'universo ti vengono incontro, suonando solo per te la musica dell'infinito.

E se anche lo sconforto è più grande, a volte sognare è più importante.

Se oggi ti accorgi di festeggiare il preludio della fine di qualcosa, fosse anche i tuoi anni andati, ti rendi conto che non è poi cosi tremendo pensare al futuro.

Guardarlo con gli stessi occhi con cui guardi le persone e confidare che il domani ti possa cambiare la vita.

Domani.


Allunghi una mano ed è lì che le minuscole particelle illuminate diventano te.

E ti accorgi che tu sei parte di qualcosa di molto più grande.

Di immenso.




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